Turismo

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Mappa del Centro Storico di Pistoia

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Mappa della Provincia di Pistoia

 

COSA VEDERE A PISTOIA

Di seguito si riporta una mappa con i principali luoghi di interesse di Pistoia:

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Cattedrale di San Zeno
1 - CATTEDREALE DI SAN ZENO E CAMPANILE

Il Duomo di Pistoia risale al X secolo ed è intitolato a San Zeno, vescovo del 300 d.C. La statua del Santo si trova sul tetto della Cattedrale accanto a quella del Santo patrono della città, San Jacopo. Le due figure dei Santi sono legate storicamente: pare che fu proprio il vescovo Zeno a ottenere per la città di Pistoia un’importante reliquia di San Jacopo, a cui la città era devota, proveniente da Santiago de Compostela. La reliquia fu posta in un altare argenteo, realizzato tra il 1257 e il 1486, e collocata in una cappella costruita appositamente, la Cappella di San Jacopo. Oggi l’altare è stato posizionato nella Cappella del Crocifisso, che si affaccia sulla navata destra della Chiesa.

Il campanile del Duomo si trova sul lato sinistro della Chiesa ed è caratterizzato da una torre in stile gotico con merlatura a coda di rondine tipica del periodo ghibellino. È possibile salire fino in cima al campanile, accompagnati da una guida. Il biglietto per l’ingresso può essere acquistato presso l’ufficio turistico che si trova a pochi metri dal Duomo.

 

Battistero di San Giovanni in Corte

2 - BATTISTERO DI SAN GIOVANNI IN CORTE

Di fronte alla Cattedrale troviamo l’antico Battistero di San Giovanni in Corte, un esempio di architettura gotica risalente, nella sua forma attuale, al XIV secolo. Il Battistero ha pianta ottagonale ed una caratteristica facciata in marmo bicromo che si rifà alla tradizione romanica pistoiese.

Il Battistero ha subito diversi restauri nel corso dei secoli. L’attenzione del visitatore viene catturata dal grande fonte battesimale realizzato da Lanfranco di Como e posizionato al centro dell’ottagono.

Il Battistero oggi non ha più funzione liturgica, ma ospita saltuariamente degli eventi culturali.

 

Palazzo Comunale
3 - PALAZZO COMUNALE

 

Una tradizione diffusa nel secolo scorso, ma non confermata da alcun documento, vuole che il palazzo, attualmente sede dell'amministrazione comunale, sia stato fatto costruire dal podestà Giano della Bella, da cui la denominazione di Palazzo di Giano che ancora oggi lo contraddistingue. Tuttavia le vicende costruttive del palazzo sono assai complesse e ancora oggi non del tutto chiarite. Verso la metà del XIV secolo il palazzo assunse l'aspetto che tutt'oggi lo caratterizza; sono infatti assai limitate le integrazioni avvenute nei secoli successivi e per lo più riguardano gli ambienti interni che si sono dovuti adattare nel corso del tempo alle nuove esigenze delle amministrazioni che si sono succedute. Della prima metà del Seicento è la costruzione del ponte che unisce il palazzo alla cattedrale in modo da consentire alle Magistrature cittadine di raggiungere direttamente il coro per assistere alle funzioni religiose. Durante la massima affermazione del regime mediceo venne apposto sulla facciata il grande stemma centrale con le armi dei Medici sormontate dalla tiara papale e da grandi chiavi in onore di Papa Leone X, illustre membro di tale famiglia. All’interno del Palazzo comunale si trova il museo civico. Le collezioni in esso contenute si sono costituite, nel corso degli ultimi due secoli, il nucleo più consistente di opere è quello delle pitture su tavola e su tela che vanno dal periodo romanico trecentesco fino al Cinquecento. Ben rappresentato è anche il Seicento, con opere di pittori fiorentini e soprattutto con quelle del pistoiese Giacinto Gemignani. Una sezione speciale è dedicata alla Collezione Puccini.     In una sala del Palazzo del Comune vi è il Centro di Documentazione Giovanni Michelucci, allestito su progetto dell'architetto Bruno Sacchi e inaugurato nel 1980, raccoglie un folto numero di disegni, plastici e lucidi che testimoniano il lavoro e la ricerca di Michelucci dagli inizi della sua attività fino ai progetti degli ultimi anni.

Palazzo dei Vescovi

 

4 - PALAZZO DEI VESCOVI

L’Antico Palazzo dei Vescovi sorge in piazza del Duomo, a fianco della cattedrale. Le sue origini risalgono alla fine dell’XI secolo, quando i vescovi pistoiesi si fecero costruire un palazzo fortificato. L’edificio ha subito nel corso dei secoli numerosi lavori di modifica e restauro, per essere adattato alle diverse esigenze: fra 1163 e 1170 fu realizzata la sacrestia annessa alla cappella di S. Jacopo, ricordata anche da Dante nel canto XXIV dell’Inferno. Sopra la sacrestia fu elevata, negli ultimi decenni del XII secolo, la cappella vescovile dedicata a S. Nicola, le cui pareti furono decorate con un ciclo di affreschi raffiguranti le storie del santo, ancor oggi in parte conservate. Nel 1786, a seguito della costruzione di un nuovo episcopio voluto dal vescovo Scipione de’ Ricci, il palazzo fu venduto a privati. Dopo l’acquisto dell’edificio da parte della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, negli anni Sessanta del XX secolo, fu impostato un progetto di restauro che ha permesso di recuperare lo stabile. Oggi il palazzo ospita il Museo Capitolare e la ricostruzione di un ciclo di pitture a tempera del pittore Giovanni Boldini. In occasione degli importanti lavori di restauro condotti sull'antico palazzo episcopale sono stati reperiti due cippi funerari etruschi risalenti al VI o V secolo a. C. In seguito all'inaspettato ritrovamento è stata condotta una campagna di scavo che ha portato al reperimento di materiale ceramico e alla scoperta delle tracce di edifici di età romana ed altomedioevale. Nell'area interessata dagli scavi è stato allestito un percorso archeologico attrezzato, costituto dai reperti mobili esposti entro apposite vetrine e dalle testimonianze lasciate in situ.

Palazzo Pretorio

 

5 - PALAZZO PRETORIO

Di fronte al Palazzo Comunale vi è Il grande palazzo pretorio di Pistoia che occupa quasi interamente il lato sud ovest della piazza del Duomo. Edificato tra il 1367 e il 1389 è da sempre sede del tribunale della città, funzione che mantiene ancora oggi, oltre ad accogliere gli appartamenti del Podestà. Nella prima metà dell’Ottocento il palazzo fu soggetto ad un importante intervento di ampliamento, che mantenne però inalterate molte parti della struttura originale. Nella corte interna è ancora ben conservato il trecentesco banco di pietra dove sedeva il Podestà durante le udienze. Nel XV secolo il soffitto fu decorato con affreschi, ai quali furono successivamente aggiunti gli stemmi dei Podestà che si succedevano. La facciata è in pietra ed è caratterizzata da due ordini di bifore, delle quali le cinque centrali del primo piano, in stile gotico, risalgono all’impianto trecentesco dell’edificio.

 

Ospedale del Ceppo

6 - OSPEDALE DEL CEPPO

Secondo la tradizione il nome dell’ospedale risale al sec XIII quando Madonna apparve in sogno i due coniugi pistoiesi chiedendo loro di costruire un ospedale nel luogo in cui avessero trovato un ceppo fiorito in inverno. Fondato nel 1277, l'ospedale del Ceppo viene ampliato, a seguito della peste nera, nel corso del XIV e nel secolo successivo. Il loggiato bruneschelliano viene edificato nel 1512 e nel 1515 ed è decorato da rosoni di Benedetto Buglioni e Giovanni Della Robbia e dal famoso fregio con le Opere di Misericordia, composto da sei formelle in terracotta invetriata policroma di Santi Buglioni e da una priva di smalto eseguita nel 1585 da Paladini. La figura del committente fiorentino Leonardo Buonafede, è riconoscibile come protagonista di ogni scena, nell'atto di compiere atti di carità esemplari per i fedeli. Nel 500 divenne sede di una scuola medica e alla fine del 700 diventò l'ospedale cittadino ruolo che ha mantenuto fino al 2013. Attualmente Ospita il Museo dei Ferri Chirurgici, una collezione con pezzi che risalgono al 600 e nel giardino vi è la settecentesca Sala anatomica internamente affrescata con motivi decorativi.

 

Chiesa di Sant’Andrea

7 - CHIESA DI SANT’ANDREA

La pieve di Sant’Andrea fu edificata immediatamente fuori dalla prima cerchia di mura della città. Costruita nel XII secolo l’edificio è in stile romanico; la facciata, incompleta nella parte superiore, è caratterizzata da cinque arcate cieche intervallate da colonne addossate alla parete, tra le quali si aprono i tre portali d’ingresso. Il centrale, molto più grande degli altri, è sormontato da un architrave in cui sono narrati, dagli artisti Gruamonte e Adeodato, il Viaggio dei Magi e l’Epifania. L’interno, non molto illuminato e caratterizzato da strutture murarie possenti tipiche del romanico, è suddiviso in tre navate e si conclude con un’abside sormontata da monofore, il soffitto è in capriate lignee dipinte. La chiesa è custode di opere d'arte di pregio, tra queste spiccano il Pulpito che Giovanni Pisano scolpì alla fine del XIII secolo e il Crocefisso ligneo, collocato al primo altare della parete sinistra, proveniente da Santa Maria di Ripalta ed eseguito dallo stesso Giovanni.

Chiesa di San Bartolomeo

8 - CHIESA DI SAN BARTOLOMEO

Le prime notizie sulla fondazione della chiesa risalgono al 726 quando il pistoiese Gaido Aldo, medico della corte Longobarda e dell’ultimo re Desiderio, acquistò, fuori dalle mura urbane un terreno per fondarvi un monastero da dedicare a San Bartolomeo Apostolo.  Il complesso abbaziale, oltre alla chiesa e al monastero, comprendeva anche un ospizio, voluto dallo stesso fondatore e citato nel testamento, per offrire ospitalità e cure ai viandanti ed ai poveri della città.            
L’edificio nella sua attuale struttura, con impianto basilicale con tre navate divise da colonne e senza transetto fu ricostruito nel 1159 dall’Abate Bono. Il capitello della prima colonna a destra in prossimità del coro rappresenterebbe in un lato l'Abate Bono che impartisce ordini di lavoro, nell'altro lo stesso Abate con in mano la Mitria e il Pastorale. Pregevole è il pulpito eseguito da Guido Bigarelli da Como nel 1250. Questo è costituito da quattro bassorilievi sulla fronte, da tre formelle laterali a tarsia e da due gruppi scultorei collocati agli angoli. Esso poggia su tre colonne: le prime due sono di marmo rosso ed hanno come basi due leoni che trattengono con le zampe due animali fantastici, la terza è invece in marmo bianco ed è sorretta da un telamone. I bassorilievi rappresentano quattro scene della vita di Cristo.

Chiesa di San Giovanni Fuoricivitas

 

9 - CHIESA DI SAN GIOVANNI FUORCIVITAS

La chiesa dedicata a san Giovanni Evangelista, detta Fuorcivitas, perché costruita fuori dalle mura altome-dioevali della città risale probabilmente ai tempi della dominazione longobarda. La chiesa era sicuramente già edificata ai primi del XII secolo ed era costituita da un'unica navata absidata di dimensioni minori rispetto all'attuale. Dell'impianto originario sopravvivono oggi parte del fianco settentrionale, caratterizzato dall'originale paramentro in marmi diversamente colorati, e il portale laterale, il cui architrave con scolpita l'Ultima Cena, porta la firma di Gruamonte. Il primitivo impianto venne modificato durante il XIV secolo, quando la navata venne ampliata in lunghezza e in larghezza. In quell'occasione venne completato il prospetto sino all'attuale via Crispi e demolito parte del chiostro romanico per far posto al nuovo fianco meridionale aperto dai finestroni gotici. Durante il Trecento S.Giovanni divenne un cantiere di prim'ordine tale da attrarre artisti di fama che la trasformarono in una delle più importanti chiese cittadine. Lavorarono per S.Giovanni: Fra' Guglielmo da Pisa che scolpì i rilievi del pulpito, forse Giovanni Pisano la cui presenza va cercata nell'Acquasantiera; Taddeo Gaddi che vi lasciò il polittico con la Madonna in Trono tra i santi Jacopo, Giovanni Evangelista, Pietro e Giovanni Battista. Giovanni Cristiani eseguì la tavola con le Storie di san Giovanni Evangelista.          
La chiesa, preziosa per le insigni opere d'arte che custodisce, si fregia inoltre della Visitazione, uno dei capolavori di Luca Della Robbia, oggi in una nicchia del fianco settentrionale, e di un raro Crocifisso duecentesco.

Palazzo rospigliosi

10 - PALAZZO ROSPIGLIOSI

Il palazzo proprietà della famiglia Rospigliosi si trova in via Ripa del Sale, in prossimità di piazza del Duomo. Il grande palazzo è oggi sede museale ed ospita tre diverse collezioni: al primo piano il museo del ricamo, salendo il museo Clemente Rospigliosi e Il museo Diocesano.                
Il palazzo fu edificato nella seconda metà del 1500 per volere di Giovambattista Rospigliosi ed è spesso ricordato per la presenza di Papa Clemente IX (Giulio Rospigliosi) come membro della famiglia.   
L’interno mantiene il ricchissimo arredo seicentesco, che incornicia le collezioni museali. Tra i molti dipinti del museo Rospigliosi, quasi tutti databili nel XVII secolo, ricordiamo Il ratto delle Sabine di Gemignani e una tela di Lorenzo Lippi.
Di notevole interesse anche il museo Diocesano, che raccoglie arredi e paramenti sacri provenienti dalle varie chiese pistoiesi. L’edificio rimase di proprietà della famiglia Rospigliosi fino al 1981, quando fu donato al Capitolo della Cattedrale.

 

Palazzo Fabroni

11 - PALAZZO FABRONI

Il palazzo Fabroni è stato edificato su un precedente edificio, probabilmente una casa-torre.
Completamente ricostruito e ampliato nel corso del Settecento si trova lungo la via Sant’Andrea, di fronte all’omonima chiesa; dal 1600 fu residenza della famiglia Fabroni, il cui stemma con i tre martelli disposti diagonalmente è chiaramente visibile sul portale d’ingresso del palazzo. Oggi l’edificio è di proprietà dell’Amministrazione comunale di Pistoia i cui uffici si trovano ai piani superiori. Il piano terreno ed il primo piano sono occupati da una ricca collezione permanente di arte contemporanea, all’interno della quale ricordiamo opere di Ruffi, Barni, Buscioni, Fabro, Kounellis, Nigro e molti alti. Un’ulteriore parte del palazzo è invece destinata alle esposizioni temporanee di arte contemporanea.

Palazzo Panciatichi

 

12 - PALAZZO PANCIATICHI O DEL BALÌ

Durante la faida cittadina della fine del Quattrocento tra le famiglie pistoiesi dei Panciatichi e dei Cancellieri, il palazzo fu incendiato e i Panciatichi cacciati. Solo dopo alcuni anni, quando la famiglia fece ritorno a Pistoia, il palazzo subì un radicale intervento di modificazione. Da palazzo fortificato si aprì a dimora gentilizia, fu arricchito dal cortile interno e dallo scalone e vennero eliminate le merlature, rimaste oggi soltanto sulla parte sinistra dell’edificio. Venduto alla fine del Cinquecento ai Cellesi, è conosciuto anche con il nome di Palazzo del Balì, in quanto i rappresentanti della famiglia rivestirono tale ruolo nell’Ordine di Santo Stefano. Il palazzo si trova all’angolo con via Panciatichi, luogo anticamente conosciuto come Malcantone, in quanto teatro di ripetuti scontri cittadini.

 

Biblioteca Fabroniana

13 - BIBLIOTECA FABRONIANA

Prese il nome dal suo fondatore, il cardinale pistoiese Agostino Fabroni, la biblioteca fu istituita nel 1726, a seguito della donazione del patrimonio librario del cardinale alla città. Unica nel suo genere la biblioteca raccoglie un inestimabile patrimonio librario, che conserva inalterate le legature originarie, collocato in preziose scaffalature in noce finemente decorate.
L’intero ambiente è un vero gioiello architettonico, il cardinal Fabroni affidò infatti la realizzazione della sua biblioteca ad artisti di prim’ordine. Negli ultimi anni il patrimonio della biblioteca si è ulteriormente arricchito con un’intera sezione dedicata al Sacro Ordine di Santo Stefano, un ordine marinaro molto vicino alla famiglia Fabroni, che annoverò al suo interno diversi dei suoi componenti.

 

Chiesa della Madonna dell'Umiltà

14 - CHIESA DELLA MADONNA DELL’UMILTÀ

La chiesa si compone di un corpo centrale a ottagono sormontato dall’imponente cupola a spicchi con lanterna e da un vestibolo con copertura emisferica con cassettoni marmorei decorati con motivi floreali. La chiesa ha caratteri tipicamente rinascimentali, la sua edificazione risale infatti al 1495. Secondo la tradizione, la chiesa fu costruita per dare nuova dimora all’affresco della Madonna con Bambino che trasudò lacrime e sangue, collocato sulla parete di una precedente chiesetta sita proprio in quel luogo. Il progetto dell’edificio è attribuito a Giuliano da Sangallo, mentre la costruzione venne affidata al pistoiese Ventura Vitoni. I lavori di edificazione subirono una lunga interruzione intorno al 1522; solo negli anni sessanta del 1500 l’architetto Giorgio Vasari ultimò la chiesa con la realizzazione della cupola. Tra il 1575 ed il 1585 fu conclusa anche la decorazione delle cappelle interne e staccato dalla originaria muratura il miracoloso affresco della Madonna, ancora oggi visibile sull’altare maggiore.

Piazza della Sala

 

15 - PIAZZA DELLA SALA

È probabilmente l’angolo più tipico della città, a pochi passi dalla Piazza del Duomo. Di origine longobarda, all’epoca era la piazza centrale della città, dove sorgeva il palazzo del Gastaldo. Solo in età comunale, con lo spostamento del potere amministrativo nel palazzo degli Anziani in piazza del Duomo, la piazza fu destinata ad area di mercato e su tutto il suo perimetro, come nell’adiacente piazzetta dell’Ortaggio, sorsero botteghe di artigiani e generi alimentari di ogni tipo. Al centro della piazza era presente un pozzo per l’acqua, che dal 1564 fu arricchito con la statua di un leone che poggia la zampa sullo stemma di Pistoia, chiaro simbolo del dominio fiorentino sulla città; da questo momento il pozzo, molto caro ai pistoiesi, prese il nome di Pozzo del Leoncino. Nonostante i molti cambiamenti strutturali subiti dai banchi e dalle botteghe nel corso dei secoli ancora oggi piazza della Sala rimane il cuore commerciale della città e uno dei suoi luoghi più caratteristici e frequentati.

 

Chiesa del Tau Museo Marini

16 - CHIESA DEL TAU E MUSEO MARINI

L’esterno in pietra, caratterizzato da grandi archi a tutto sesto e volte ogivali, svela un interno tra i più ricchi e suggestivi. La chiesa, edificata nella prima metà del 1300 fu donata ai canonici di S. Antonio Abate o del Tau. Nel 1787 la chiesa, a navata unica, fu sconsacrata e divisa in tre piani di appartamenti. L’interno, affrescato con scene bibliche su tre livelli, fu gravemente danneggiato dalla costruzione dei solai e dall’apertura di finestre, che hanno portato alla perdita di sezioni delle pareti affrescate. Solo a metà del 1900 fu possibile recuperare l’importantissimo ciclo di affreschi attribuito a Niccolò di Tommaso e ai suoi collaboratori, databile al XIV secolo. Il nuovo restauro del 2008 ha trasformato il complesso della chiesa del Tau nel museo fondazione Marino Marini, eccellenza pistoiese, e raccoglie dipinti, sculture e disegni di Marini, ma accoglie anche una biblioteca specializzata sull’artista, una grande gipsoteca, una fototeca, una videoteca e diverse alule didattiche dove i più piccoli possono conoscere l’opera di Marini.

 

Fortezza Santa Barbara

17 - LA FORTEZZA SANTA BARBARA

Esempio di architettura militare cinquecentesca, la struttura è una unione tra due fortezze di epoche diverse, il nucleo originario di forma trapezoidale risale ai primi decenni del Trecento, periodo del dominio della Repubblica fiorentina in città. Di questa prima fortezza rimane poco più dell’imponente torre mastio che svetta dal centro dell’edificio, successivamente inglobata nella struttura cinquecentesca, voluta da Cosimo I ed iniziata nel 1543. La seconda fortezza ha forma di quadrilatero con possenti mura e parapetti inclinati circondati da un ampio fossato. L’attuale ingresso, sul quale campeggia imponente lo stemma mediceo, fu aperto durante la costruzione del secondo nucleo del fortilizio, l’originario ponte levatoio in legno, di cui si mantengono tracce nella muratura, fu sostituito dall’attuale ponte in pietra. Dagli ultimi decenni del 1600 la fortezza subì un forte degrado diventando caserma e carcere militare e poi disarmata nel 1734.

 

Chiesa di San Paolo

18 - CHIESA DI SAN PAOLO

I caratteri dell’attuale edificio derivano da una importante modificazione iniziata nel 1136. La struttura originaria è del X secolo e l’ingresso era posizionato sull’attuale via della Rosa. La facciata mantiene tracce della tipica bicromia marmorea pistoiese, notevole il grande portone d’ingresso cuspidato in marmo, che ospita la statua del Santo a cui è intitolata la chiesa. L’interno, ad unica navata, ha subito nei secoli moltissimi interventi strutturali; il primo, nel Seicento, che vide la realizzazione degli altari interni, mentre un successivo ottocentesco ne vide lo smantellamento, salvando soltanto l’altare maggiore e i due altari laterali. La chiesa ospita moltissime opere d’arte di varie epoche storiche. Negli anni novanta, a seguito di un’importante opera di restauro, furono inserite le grandi vetrate dell’artista pistoiese Umberto Buscioni, raffiguranti la Conversione di San Paolo. Sempre opere di Buscioni sono le quattro vetrate con le parti della giornata; l’alba, la mattina, il pomeriggio e la notte.

 

Biblioteca-Forteguerriana

19 - BIBLIOTECA FORTEGUERRIANA

Si tratta di una delle biblioteche più antiche d’Italia, fondata nel 1473, a seguito alla donazione del Cardinale Niccolò Forteguerri, che permise la nascita della pia casa di sapienza e del collegio Forteguerri. Nel 1530 i documenti dell’epoca riportano la volontà di costruire un nuovo edificio per dare una nuova sede al collegio e alla casa di sapienza. È da questo momento che cominciarono ad essere strutturate le raccolte librarie, il primo passo verso la creazione di una vera biblioteca. Fu solo dal 1696 che fu possibile a tutti accedere al sapere della biblioteca, quando gli Ufficiali della Sapienza autorizzarono il pubblico alla consultazione delle raccolte librarie. Oggi l’antica biblioteca Forteguerriana riveste un importantissimo ruolo conservativo, affiancata dalla nuova biblioteca San Giorgio che dal 2007 è diventata la biblioteca pubblica della città.

 

Pistoia Sotteranea

20 - PISTOIA SOTTERANEA

Alla fine degli anni Settanta furono effettuati interventi di scavo ad opera dell’Istituto Ricerche Storiche e Archeologiche di Pistoia (IRSA) nell’ area del convento di San Mercuriale, che portarono alla luce un vero percorso ipogeo. A seguito della bonifica dell’area nacque il museo di Pistoia sotterranea, al quale si accede dall’interno dell’ospedale del Ceppo. Il percorso, che corre proprio sotto all’ospedale, si estende per circa 650 metri, l’itinerario museale raccoglie molte testimonianze della storia pistoiese, tra gli altri un ponte romano, due mulini e lavatoi di epoca medievale.

 

Villa Di Celle

21 - VILLA DI CELLE

La villa e il grande parco furono costruiti dalla nobile famiglia pistoiese dei Fabroni, che avevano acquistato la proprietà che apparteneva nel Quattrocento ai Pazzaglia. Il giardino venne trasformato nella prima metà del XIX secolo in un parco romantico su progetto dell'architetto Giovanni Gambini. La villa di Celle e il circostante parco romantico sistemato nel XIX secolo appartengono, dal 1969, al collezionista Giuliano Gori, che vi ha raccolto opere d'arte contemporanea trasformando la proprietà in un museo all'aperto. Tra gli artisti di fama internazionale che sono presenti nella collezione Gori si ricordano Magdalena Abakanowicz, Dani Karavan, Sol Le Witt, Fausto Melotti, Pistoletto, Anne Patrick Poirier, Mauro Staccioli.

 

Per ulteriori notizie relative a musei, monumenti, biglietti e orari di apertura, si può fare riferimento a:

Pistoia capitale italiana della cultura 2017: http://www.pistoia17.it

Comune di Pistoia: https://www.comune.pistoia.it/1917/Musei-e-biblioteche

Rete museale provincia di Pistoia: http://www.cultura.pistoia.it/rete_museale/it/

Agenzia per il turismo provincia di Pistoia: http://turismo.provincia.pistoia.it/