ANIDIS - L'ingegneria Sismica in Italia, ANIDIS 2011 - XIV convegno

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Capacità residua in edifici in c.a. danneggiati dal sisma

Maria Polese, Andrea Prota, Gaetano Manfredi

Ultima modifica: 2011-07-28

Sommario


La valutazione del grado di sicurezza di edifici danneggiati da eventi sismici è una problematica complessa che presuppone la conoscenza degli stessi nello stato pre e post sisma con il relativo stato di danno nonché della domanda sismica in termini di aftershock. La disponibilità di curve di hazard in termini di aftershock e di aftershock fragilities per le strutture consentirebbe l’adozione di un criterio di valutazione oggettivo e quantificabile. In tale ambito, così come le curve di capacità delle strutture nello stato iniziale sono centrali per la valutazione della vulnerabilità sismica di edifici (fragilità sismica standard per assegnati stati limite), la capacità strutturale residua, assegnato uno stato di danno, è rappresentativa ai fini della valutazione della vulnerabilità della struttura danneggiata. Esistono diverse definizioni per la capacità residua di edifici danneggiati dal sisma. In un approccio coerente con la valutazione classica della fragilità che sfrutta analisi dinamiche incrementali, la capacità residua si definisce, per assegnati stati di danno, come la minore accelerazione spettrale (al periodo fondamentale T1 e con smorzamento al 5%) che può portare al collasso locale o completo durante un aftershock (Bazzurro et al., 2004). Facendo esplicito richiamo al rapporto fra la capacità sismica pre e post evento e considerando la capacità “deteriorata” degli elementi strutturali, in (Nakano et al., 2004) si definisce un rapporto di capacità residua che dà una misura dell’energia complessivamente assorbibile dalla struttura tenendo conto della quantità dissipata con il danno degli elementi strutturali.

In questo lavoro, seguendo un approccio improntato sulla valutazione della vulnerabilità strutturale con l’ausilio di analisi statiche non lineari, si misura la capacità residua per edifici in c.a. a partire da curve di pushover per diversi gradi di danno iniziali. La stima dovrà tenere opportunamente conto della eventuale presenza di spostamenti residui conseguenti il sisma.

 

Bazzurro P., Cornell C.A., Menun C., Motahari, M., Guidelines for seismic assessment of damaged buildings, paper n. 1708, in Proc. of 13th World Conference on Earthquake Engineering, Vancouver, Canada, August 1-6, 2004

Nakano Y., Maeda M., Kuramoto H., Murakami M., Guideline for post-earthquake damage evaluation and rehabilitation of RC buildings in Japan, paper n. 124, in Proc. of 13th World Conference on Earthquake Engineering, Vancouver, Canada, August 1-6, 2004


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