ANIDIS - L'ingegneria Sismica in Italia, ANIDIS 2011 - XIV convegno

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DIAGNOSI STRUTTURALE PER L’AGGIORNAMENTO DELLE VALUTAZIONI DELLO STATO DI DANNO POST-SISMA

maria pina limongelli

Ultima modifica: 2011-07-05

Sommario


Nella fase successiva a un sisma uno dei problemi da affrontare è l’individuazione di danni modesti che non rendono necessari interventi di emergenza, ma modificano la vulnerabilità sismica delle strutture intesa come predisposizione ad essere danneggiate da un evento sismico successivo. Mediante l’indice di vulnerabilità si ottiene una misura convenzionale della vulnerabilità basata su caratteristiche intrinseche della struttura e sul danno rilevabile negli elementi costruttivi. Qualora il danno non sia rilevabile con tecniche tradizionali l’applicazione di tecniche basate sull’analisi della risposta strutturale a vibrazioni può costituire un ausilio per la rivalutazione dello stato di danno della struttura a valle di un evento sismico. La presenza di danni modifica infatti il comportamento dinamico della struttura che può essere rilevato collocando sulla struttura una strumentazione in grado di registrarne la risposta alle vibrazioni. Ciò consente sia di rilevare tempestivamente la presenza di un danno prima che la sicurezza della struttura sia compromessa, sia di aggiornare la valutazione dello stato di salute della struttura in modo da registrare eventuali incrementi di vulnerabilità rispetto a futuri eventi sismici. In questo senso la diagnosi strutturale consente di “fotografare” ossia di documentare lo stato attuale della struttura in modo da potere verificare eventuali cambiamenti futuri. Tali valutazioni sono particolarmente importanti a valle di un terremoto intenso per strutture in cui non si siano verificati danni evidenti. In questo lavoro si propone a tale scopo l’utilizzo del metodo di analisi del danno mediante interpolazione (IDDM). Tale metodo è particolarmente adatto all’utilizzo per edifici dotati di strumentazione permanente poiché non richiede la stima dei parametri modali e quindi l’aggiornamento della diagnosi strutturale può essere compiuto in maniera automatica senza richiedere particolari interazioni con un operatore. Il metodo è stato applicato al caso del Factor Building situato nel campus dell’Università della California a Los Angeles (UCLA). Su questo edificio di 15 piani a partire dal 2004 è presente una rete di accelerometri a tutti i piani che registra la risposta dell’edificio in termini di accelerazioni ai piani. Sulla base di tali registrazioni, a valle di ogni evento, si può effettuare una rivalutazione dell’indice di danno che consente di dare un giudizio sulle eventuali modifiche provocate dall’evento sismico. Allo scopo di studiare la sensibilità della procedura (IDDM) a livelli di danno diversi, le risposte accelerometriche disponibili sono state utilizzate per tarare un modello numerico dell’edificio poi utilizzato per simulare scenari di danno caratterizzati da diversa intensità e posizione del danno.


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