ANIDIS - L'ingegneria Sismica in Italia, ANIDIS 2011 - XIV convegno

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Il Macromodulo Build-Safe del Progetto Europeo DrHouse

Mauro Dolce, Agostino Goretti, Alberto Pavese, Luca Ponticelli

Ultima modifica: 2011-08-29

Sommario


Il programma della Commissione Europea “Civil Protection Preparatory Action on an EU Rapid Response Capability” è finalizzato alla preparazione di una capacità di risposta rapida dell’Europa in caso di emergenza nell’ambito del Meccanismo Comunitario di Protezione Civile. Il Meccanismo Comunitario facilita la cooperazione degli Stati Membri nel corso dell’intervento di assistenza nel caso di grandi emergenze. Consiste di una serie di elementi e azioni, tra cui: il Monitoring and Information Center (MIC) a Bruxelles, il sistema di comunicazione in emergenza (CECIS), l’invio di squadre di coordinamento e/o di valutazione, la disponibilità di risorse per il trasporto delle squadre di intervento, i programmi di formazione, le esercitazioni, e la definizione dei moduli di intervento. I moduli di intervento, definiti a livello comunitario a seguito dello tsunami in Asia del 2004, sono composti da risorse degli Stati Membri che possono essere dispiegate in breve tempo all’estero, autosufficienti, interoperabili, e capaci di operare indipendentemente o insieme ad altri moduli, ma in accordo a linee guida internazionali.

Nell’ambito delle “Preparatory Action”, la Commissione ha finanziato il progetto DrHouse, indirizzato alla definizione, preparazione, mantenimento ed eventuale dispiego, fino a 15.000 Km di distanza, su richiesta del MIC, di un macro-modulo di protezione civile europea relativo alla valutazione di agibilità e danno di edifici danneggiati da sisma ed alla loro successiva messa in sicurezza. Il macro-modulo, individuato col nome di “Build-Safe”, si compone di tre moduli, il primo per la valutazione convenzionale, visiva, dell’agibilità e del danno di edifici (Basic Safety Assessment, BSA), il secondo per la valutazione avanzata numerico-sperimentale (Advanced Safety Assessment, ASA) ed il terzo per la messa in sicurezza degli stessi (Short term Countermeasures, STC). Coordinatore del progetto è il Dipartimento di Protezione Civile che si occupa di tutto quanto relativo al modulo BSA. Gli altri partecipanti al progetto sono Eucentre, che si occupa del modulo ASA, ed il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, che si occupa del modulo STC.

Il modulo BSA per la valutazione convenzionale dell’agibilità e del danno si compone di 12 tecnici e 3 persone di supporto, afferenti a Dipartimento, Regioni e ReLuis. Potrà utilizzare sia attrezzature convenzionali, quali schede cartacee, telefoni GSM, che tecnologiche, quali palmari, penne digitali, videocamere incorporate, tracking systems, trasmissione satellitare voce e dati, ecc. Il modulo è progettato per essere autosufficiente per 15 giorni e interoperabile con i moduli ASA e STC. Nel corso del progetto verranno formati circa 100 tecnici sulle metodologie di valutazione del danno e dell’agibilità in uso nei paesi esteri e sulle problematiche di intervento in paesi terzi, quali il Meccanismo Comunitario di Protezione Civile, gli attori e l’emergenza internazionale, la logistica, il primo soccorso, la sicurezza e protezione, i contatti con la stampa.

Il modulo ASA ha come obiettivo specifico la valutazione numerico-sperimentale di strutture. E’ composto da un'unità mobile specializzata in valutazioni sperimentali, catalogazione e trasmissione dati e da un gruppo di 24 esperti in sperimentazione, modellazione e valutazione. La valutazione delle strutture si basa su un rilievo geometrico di dettaglio e sull'integrazione con informazioni derivanti da indagini sperimentali esclusivamente di tipo non distruttivo. I dati ottenuti sono utilizzati in seguito per l'analisi mediante modelli semplificati che stimano il livello di danno e la resistenza residua delle strutture. e procedure sono disponibili per i casi più comuni ovvero edifici pluripiano in c.a., c.a.p. e muratura, ponti, torri, chiese e frane. Le operazioni svolte da ASA e i dati prodotti sono infine inseriti nel sistema di gestione dati informatizzato, sviluppato all'interno di un precedente progetto europeo (STEP Pilot Project), e resi disponibili da remoto.

Il modulo STC è costituito da 2 squadre di personale dei Vigili del Fuoco. Il suo compito è quello di realizzare opere provvisionali per la salvaguardia di edifici danneggiati da eventi sismici, sia per garantire in tempi rapidi la viabilità attraverso assi principali, sia per tutelare manufatti pregevoli per arte e storia in attesa degli interventi definitivi. Le attività sono svolte in accordo al Vademecum STOP (Schede Tecniche per le Opere Provvisionali) redatto dal Nucleo per il Coordinamento delle opere Provvisionali (NCP), istituito a seguito dell’emergenza aquilana del 2009.

L’articolo descrive in dettaglio il progetto, la definizione dei tre moduli e quanto necessario all’immediato dispiego.


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